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A vallecupola di Rocca Sinibalda l'ingresso della Biblioteca Casa Museo dedicata al poeta - scultore ed etruscologo ANGELO DI MARIO

A vallecupola di Rocca Sinibalda l’ingresso della Biblioteca Casa Museo dedicata al poeta – scultore ed etruscologo ANGELO DI MARIO

L’Associazione Angelo Di Mario nasce per approfondire e promuovere la conoscenza delle opere e degli scritti di Angelo Di Mario, in particolare i suoi studi sulla lingua etrusca; individuare/studiare i legami tra Vallecupola, il territorio di Rocca Sinibalda e in generale dell’area che comprende le Valli del Salto e del Turano e la sua attività artistica. E’intenzione dell’Associazione mettere a disposizione della collettività un Museo ed una Biblioteca aperti al pubblico ed impegnarsi ad inserire il territorio ed il museo/biblioteca in un circuito di turismo culturale internazionale che valorizzi e promuova le bellezze storiche, archeologiche naturalistiche ed artistiche locali.
L’Associazione si prefigge il raggiungimento dei seguenti scopi:
• la tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico, storico e archeologico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche;
• la promozione della cultura e dell’arte;
• la crescita del benessere delle persone attraverso attività di promozione culturale diffusa, operando tramite tutte le forme artistiche ed espressive, promuovendo luoghi e spazi per la creazione e la fruizione culturale;
• la tutela dei diritti dei minori che, fondata sul pieno riconoscimento della loro cittadinanza, deve costituire l’elemento principale per dare sostegno alla loro soggettività positiva, riconoscendo gli opportuni spazi di vita e adeguati strumenti di partecipazione e formazione personale;
• l’attenzione verso le problematiche che riguardano gli anziani e il rapporto tra le generazioni e culture differenti;
• la promozione di una società aperta e multiculturale, che individui nella valorizzazione della cultura di provenienza una risorsa per la comunità;
• la promozione del turismo sociale come forma di approfondimento e arricchimento della conoscenza tra le persone ed i territori in cui vivono, a cominciare dall’attivazione di gemellaggi, scambi internazionali e di turismo consapevole, con la finalità anche di favorire occupazione in loco;
• la salvaguardia, la valorizzazione ed il recupero del patrimonio artistico, architettonico, culturale, ambientale, paesaggistico e dei beni culturali, in particolare della zona di Vallecupola;
• la salvaguardia e valorizzazione della cultura enologica, agrogastronomica, pastorale e contadina, della produzione tipica con il coinvolgimento dei produttori locali, in particolare opererà sul territorio anche per la ricerca di usi, costumi, ritualità, piatti, pietanze dimenticati o che stanno per scomparire, con la successiva loro rivalutazione.
• le attività di promozione ed espressione culturale, di spettacolo, d’animazione, d’informazione e di crescita civile, organizzate in proprio ma anche all’interno delle strutture educative e scolastiche, in collaborazione con associazioni ed altri enti;
• operare in generale tutti i campi in cui si manifestino esperienze culturali, ricreative e formative e in tutti quelli in cui ci si possa impegnare contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di censura, di ed esclusione sociale.
In particolare l’Associazione intende per perseguire lo scopo sociale tramite le seguenti attività:
– organizzare e promuovere convegni, dibattiti, seminari di studio e approfondimento, corsi e manifestazioni;
– gestione e creazione di una biblioteca ed un museo fruibili dalla collettività;
– organizzazione corsi di pittura, scultura, scrittura nei più vari aspetti; alfabetizzazione anche legata alla lingua italiana per minori e stranieri.
– promuovere e attuare direttamente la creazione di pubblicazioni e sussidi audiovisivi di ogni genere;
– sviluppare l’attività di studio, ricerca e assistenza nel proprio settore di attività e in altri analoghi e affini;
– promuovere e curare direttamente o indirettamente la redazione e l’edizione di libri, testi, dispense, notiziari e indagini, sia in versione cartacea che telematica;
– farsi promotrice avanti qualunque ente pubblico o privato, o intraprendere e gestire direttamente o tramite terzi, di qualunque iniziativa finalizzata al conseguimento degli scopi dell’associazione;
– istituire borse di studio e concorsi;
– coordinare le proprie attività con quelle di altre associazioni, nonché di singoli ricercatori anche a livello internazionale;
– collaborare o aderire a qualunque ente pubblico o privato, locale, nazionale o internazionale, nonché ad organismi, movimenti ed associazioni coi quali condivida gli scopi istituzionali.

ANGELO DI MARIO SCULTORE, POETA ED ETRUSCOLOGO nato a Rocca Sinibalda, vive fino all’età di 30 anni a Vallecupola e successivamente a Poggio Mirteto, cittadina nella quale è deceduto il 21 agosto 2013 (il suo corpo è stato deposto a Vallecupola). Il suo valore artistico è stato riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, dall’Accademia dei Lincei e da altre Istituzioni Accademiche. Poco noto in Sabina per il carattere schivo è invece apprezzato e conosciuto negli ambienti culturali ed artistici nazionali ed internazionali.
Angelo Di Mario ha all’attivo oltre 300 sculture in bronzo e ceramica e un centinaio di mostre personali e collettive sul territorio nazionale, è presente in decine di cataloghi di rilievo tra cui il Catalogo Mondadori per la Scultura, ha inoltre pubblicato 13 libri di poesia con case editrici note come la Giunti, ottenendo recensioni da critici e docenti universitari di rilievo come Barberi Squarotti, Vicari, Argentieri ed altri. Nell’ambito della poesia ha vinto decine di premi. Un grande lavoro è stato svolto nel settore Etruscologia, in questo ambito ha pubblicato 5 libri sulla Lingua degli Etruschi, preceduti e accompagnati da centinaia di articoli ospitati da riviste e siti specializzati, tra cui il sito del Ministero dei Beni Culturali. L’Accademia di Cortona gli ha conferito, nel 2011, il Primo premio alla Carriera.
La famiglia di Angelo Di Mario ha deciso di mettere a disposizione della collettività dell’intera Sabina il suo prezioso patrimonio sia librario, documentale che artistico, su sua espressa richiesta in vita.
Il primo passo è stato di proporre al MIBAC la possibilità di istituire una biblioteca privata aperta al pubblico grazie ai 9000 libri collezionati, punto forte la sezione di Etruscologia per la presenza di testi rari, ma anche una sezione di libri di storia locale e di letteratura e poesia, seguirà l‘apertura di un Archivio nel quale si possano visionare i materiali olografi di studi sulle etimologie etrusche.
L’iniziativa non ha solo portata locale ma regionale, nazionale ed internazionale, anche grazie alla digitalizzazione libraria ed all’inserimento della Biblioteca in SBN da parte del Ministero dei Beni Culturali. Il Ministero ha già inserito la Biblioteca Angelo Di Mario in SBN riconoscendole la presenza di documenti di alto valore.
Si può verificare la sua esistenza sul sito dell’ICCU (Istituto di catalogo Unico),
Cod. Bib. Cod. Anagrafe, Denominazione. DM, RI0179, Biblioteca Angelo Di Mario dell’Associazione Angelo Di Mario – Via S. Antonio, 1 – Vallecupola.

La Biblioteca

Dispone di circa 9000, tra volumi e riviste, e nasce con l’obiettivo di rivitalizzare il piccolo paese e il suo habitat naturalistico incontaminato, ma anche di favorire la crescita e l’aggiornamento culturale dei cittadini del territorio che include la Valle del Salto e la Valle del Turano, e dei cittadini in generale in ambito regionale, nazionale ed internazionale grazie al patrimonio legato alla storia locale ma anche ad un consistente materiale librario ed archivistico in materia di Etruscologia, tramite l’accesso alla documentazione posseduta ma anche attraverso l’organizzazione di momenti di lettura, presentazione di libri, organizzazione di conferenze e convegni che prevedano il coinvolgimento del mondo scolastico ed universitario.
La Biblioteca vuole essere inoltre un centro informativo locale per chi transita sul territorio per fini turistici con lo scopo di promuoverne la storia e il patrimonio naturalistico locale, fondamentale l’obiettivo di tutela e valorizzazione della storia locale. Chiunque può frequentare la Biblioteca e utilizzarne le risorse e i documenti. La Biblioteca aderisce al prestito interbibliotecario provinciale e adotta i protocolli del Centro di Catalogazione regionale ed è già in SBN.

La Casa Museo

Ha un patrimonio di circa 300 sculture in bronzo e ceramica. Nella piccola abitazione di Vallecupola, che ospita la Biblioteca, si possono anche visionare le decine di Premi ricevuti in ambito nazionale, ma soprattutto visitare gli ambienti e i luoghi nei quali Angelo Di Mario ha vissuto dalla nascita fino ai 30 anni, luoghi d’ispirazione poetica ed artistica.

Il principio artistico che permea le sue opere
“Principio: la bellezza è in ogni punto, quanto dire che è infinita, per trovarla occorre scoprire i punti in armonia, sia riguardo all’esistente, che all’immaginario”.

Il principio di ricerca scientifica
“Bisogna sempre diffidare, anche di se stessi”.

 

Vallecupola: storia ed origini del nome per Angelo Di Mario

Vallecupola, oggi frazione di Rocca Sinibalda, è un borgo medioevale collocato in una valle montana, a 1000 metri di altitudine.
Il paese ha solo 80 abitanti, dediti all’agricoltura ed alla pastorizia. Un luogo incantevole nel quale leggenda e storia si fondono lasciando aperti spiragli di scoperta e ricerca, il paese infatti sembra avere origini arcaico-orientali.
Nella relazione SIUSA (Sistema Informativo Integrato per le Soprintendenze) Valle Cupola appare addirittura comune a sé.
Leggiamo: “Le prime notizie sul castello non sono antecedenti al XIII° secolo, quando appare ormai stabilmente inserito nella signoria territoriale dell’abbazia di S. Salvatore Maggiore. Nel 1252 è ricordata la chiesa di S. Valenti¬no, che nel 1253 era retta dal presbitero Berardo. Di Vallecupola erano originari Sinibaldo, importante vassal¬lo degli angioini ed il fratello Gentile, abate di S. Salvatore Maggiore nella seconda metà del XIII° secolo. A dimostrazione di questo periodo di fortune l’attuale centro storico conserva ancora alcuni esempi di fortificazioni, come parte della torre, alcuni palazzi di notevole interesse architettonico ed alcuni capitelli romanici sparsi sulla piazza principale. Durante la parentesi del dominio francese il comune fu ascritto dapprima al dipartimento del Clitunno, cantone di Castelvecchio (1798-1799) per passare poi al dipartimento di Roma, circondario di Rieti, cantone di Castel Vecchio come comunità dipendente da Poggio Vittiano (1810-1814). Con la Restaurazione e la riforma del 1816 Vallecupola fu annesso alla provincia di Sabina, delegazione e distretto di Rieti, appodiato a Longone (1816), poi a Collevecchio (1817) ed infine a Rocca Sinibalda, di cui seguì le successive vicende: dopo l’annessione al Regno d’Italia, avvenuta nel 1860, appartenne alla provincia di Perugia fino al 1923, poi a quella di Roma ed infine, dal 1927, fu annesso alla neo-istituita provincia di Rieti. E’ tuttora frazione di Rocca Sinibalda”.
Ma le origini sembrano essere ancora più antiche. Lo studioso Angelo Di Mario, in una lettera inviata alla Soprintendenza, scrive:
CUPOLA potrebbe significare proprio Cupola, una Valle a Cupola, per la rotondità della valle in cui si trova; ma in tempi remoti i Sabini adoravano un’antichissima dea orientale, detta Kubaba > Kubabasa, semplificata nella dea *Ku()pasa > *Cupara > Cubra, per diventare anche ‘*Cubera > Cibele (onorata come ‘la Buona Madre’)’; anche a Roma ne esisteva il culto; quindi si può presumere che il nome del paese contenesse una variante fonetica di questa divinità, nel senso che potesse derivare dal teonimo CUBRA attraverso lo sviluppo fonetico compatibile: *CUBARA > * CUPORA > CUPOLA, dando l’esito VALLE CUPOLA, con i termini separati, come risulta da molti documenti antichi; oppure VALLECUPOLA, definizione recente”.

I legami con il mondo arcaico-orientale non sembrano dunque così lontani, lo suggeriscono i nomi di altre località. Nel 2000 Di Mario scrive una breve ricerca sulla topografica del territorio di Castel di Tora, Colle di Tora, Monte di Tora e del fiume Turano.

Leggiamo:“L’indizio di dovere esaminare questi termini geografici proviene da una indicazione che non poteva contenere se non una testimonianza di grande rilievo; si tratta del termine TATA ‘padre’, scoperto durante il mio studio dei testi etei dove appunto il padre è chiamato proprio TATA! Il vecchio, invece HUCCU!
Al mio paese rimane TATTEllu, piccolo padre, riferito ad un bambino, e Vecchio Cuccu per un nonno, ben tosto; in eteo HUH-hatin vecchio, vecchio; mentre padre è scritto TATI(aS!).
Sono residui significativi di contatti arcaici orientali. Altra nozione da considerare è quella relativa alla vocale O inesistente ai tempi degli etei; allora, correggiamo i nomi (Castel) di Tura, (Colle) di Tura, (Monte di Tura), fiume Turana. E infine risaliamo agli dei: il dio TURAN, va rivisto andando indietro, presso gli Hurriti era detto TESHUB, passato agli etei divenne Tarhui, presso gli etruschi Turhui; indicava il dio della tempesta del cielo, la grande dea etrusca si chiamava TURAN”.
Giorni di apertura il venerdì ore 10 – 19, il sabato 10-19 (orario continuato)
Via S. Antonio, 1 – Vallecupola – 02026 Rocca Sinibalda (RI) – tel. 3473628200 tel. fisso 0765715051
Maria Grazia Di Mario Direttore Biblioteca e Relazioni Esterne

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