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A Vallecupola il 18 novembre Roberto Lorenzetti

Il 18 novembre, a partire dalle ore 11,00, la Biblioteca Angelo Di Mario, nell’ambito del SIMBAS, presso il Palazzo Iacobuzzi di Vallecupola, ospita ROBERTO LORENZETTI. Il direttore dell’Archivio di Stato di Rieti presenterà il libro dal titolo “Il tributo pagato dalla Sabina alla Grande Guerra”. A conclusione dell’incontro le insegnanti Teodora Scacchi e Cinzia Quinzi ricorderanno i Caduti di Vallecupola, ma anche i sopravvissuti all’Evento Bellico del 1915-1918.
Una giornata dunque dal grande valore spirituale, alla quale sono invitati in particolare ‘tutti gli abitanti’. Roberto Lorenzetti, oltre ad essere il direttore dell’Archivio di Stato di Rieti e il vicepresidente della Fondazione Varrone, ha rivestito molti importanti incarichi: è stato Commissario straordinario della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile, presidente dell’Istituto Cirese – Centro studi storico- antropologici(dal 1978 al 2000), membro del CDA dell’Azienda di promozione turistica della Provincia di Rieti (dal 1997 al 2000), inoltre membro del comitato di direzione delle riviste “Fonti Orali – Studi e ricerche”, “Sintesi”, “Choreale”, “Il Territorio”. Collabora in qualità di autore con case editrici di rilievo nazionale, tra cui Editori Riuniti, Angeli, Editalia. Ha all’attivo centinaia di pubblicazioni, tra libri ed articoli. E’ anche il direttore del Museo virtuale del grano dedicato a Strampelli. Sarà presente il Sindaco di Rocca Sinibalda Stefano Micheli.

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Angelo Lavora

Viterbo ospita l’inestimabile Fondo di Angelo Di Mario

Ringraziamo la VOCE DI NEW YORK PER AVER PUBBLICATO L’ARTICOLO A SEGUIRE

Nella Biblioteca Consortile i testi e le opere d’arte del grande studioso

Angelo Di Mario al lavoro

A essere esposta è una collezione testi rari nel catalogo SBN nazionale, sia legati all’etruscologia sia ai mondi afferenti (licio, lidio, greco, eteo, latino), insieme ad alcune sculture realizzate da Di Mario che richiamano l’universo etrusco e arcaico a cui dedicò una vita di studi

La ‘biblioteca diffusa’ è un’importante opportunità offerta dalle recenti normative che dilata la presenza delle biblioteche oltre i confini degli spazi tradizionali, attivando utili sinergie e alleanze anche tra territori diversi .

La disponibilità della Biblioteca Consorziale di Viterbo, nella persona del suo Commissario Straordinario Paolo Pelliccia, nei confronti della Biblioteca Angelo Di Mario, rappresenta dunque un’occasione reciproca: da un lato risponde alla nostra esigenza di rendere fruibile il patrimonio di etruscologia e lingue antiche che trova la sua sede ideale nel viterbese e nella Città di Viterbo, dall’altro va a integrare un’offerta, come quella di Viterbo, già considerevole.

La Biblioteca nasce grazie al patrimonio librario e artistico dello studioso Angelo Di Mario. Nato e vissuto nella provincia di Rieti (Vallecupola di Rocca Sinibalda12 aprile 1925 – Poggio Mirteto 21 agosto 2013), nell’intero arco della esistenza creativa e artistica che lega fortemente le sue produzioni (poesia, linguistica, scultura), ha trovato l’ispirazione più autentica rivolgendo il suo sguardo verso il Mondo e la Terra degli Etruschi.

La collezione è costituita da circa 1200 unità già inserite in SBN. Nel 2014, infatti, viene riconosciuta dal MIBAC e accolta dal POLO degli Istituti Culturali di Roma, che ospita 59 importanti biblioteche a specializzazione storica, perché “considerata come custode di prezioso materiale storico – artistico”, come ha dichiarato la responsabile del servizio Elsa Adducci. D’altra parte anche la Regione Lazio, dopo un accurato sopralluogo della dirigente Paola Pascucci, la inserisce tra le Biblioteche d’interesse locale riconoscendole inoltre la denominazione di Casa Museo.

La particolarità dei materiali cammina su un doppio binario: a testi che possono essere considerati classici, o di routine, nell’ambito degli studi universitari, quali ad esempio Il saggio di lingua etrusca e di altre antiche d’Italia per servire alla storia dei popoli, delle lingue,e della arti – In Roma – Stamperia Pagliarini MDCCLXXXIX); “Gli antichi italici / Giacomo Devoto. – Firenze,Vallecchi, 1931”;“Le iscrizioni medio-adriatiche / Alessandro Morandi. – Firenze : L. S. Olschki, 1974”, o analogamente i periodici dell’Archivio Glottologico Italianosi affianca un’offerta  dissonante grazie alla quale la nuova sezione viterbese può rappresentare un utile percorso per tutti coloro per i quali “Il vero viaggio di scoperta non consiste  nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (come affermava Marcel Proust).

I libri scelti dallo studioso senza condizionamenti di tipo didattico permettono al fruitore di consultare testi rari nel catalogo SBN nazionale, sia legati al mondo etrusco che ai mondi afferenti (licio, lidio, greco, eteo, latino…).

Qualche esempio pratico: a pubblicazioni di pregio, ma comunque presenti in alcune biblioteche italiane, come il “Tituli Asiae Minoris / collecti et editi auspiciis Academiae litterarum Austriacae. – Vindobonae : apud Academiam scientiarum Austriacam”, o “La presencia de material etrusco en la peninsula iberica / coord.: Jose Remesal, Olimpio Musso. – Barcelona: Universitat de Barcelona : Sezione di studi storici “Alberto Boscolo”, \Istituto italia” , se ne affiancano altri, presenti nel catalogo Di Mario, quali il  “CORPUS Inscriptionum Etruscarum / Maristella Pandolfini Angeletti ; a cura di Massimo Pallottino. Voluminis Tertii, Fasciculum 1”, attualmente disponibile solo (in tutta Italia) nella Biblioteca del Centro regionale di documentazione di Roma; “Il piombo scritto di Magliano : memoria / di Luigi A. Milani. – Roma: Tipografia della R. Accademia dei Lincei, 1893”, lo si trova presso la Biblioteca del Dipartimento di Storia Culture Civiltà – DISCI- Archeologia (sedi di Bologna e Ravenna) e nella Biblioteca interdipartimentale Tito Livio dell’Università degli studi di Padoval’”Abrégé de grammaire sumérienne / Raymond Jestin. – Paris : Libraire Orientaliste Paul Geuthner, c1994”, è reperibile nella Biblioteca del Dipartimento di scienze dell’antichità dell’Università degli studi di Roma La Sapienza;  “Indagine su un cippo d’area capuana / Giovanni Cipollone. – Accademia tiberina, stampa 1997” attualmente è a disposizione solo presso la Biblioteca di archeologia e storia dell’arte (BiASA) di Roma, nella Biblioteca nazionale centrale di Roma e nella Biblioteca universitaria Alessandrina di Romagli “Atti del IV convegno di studi etruschi : 1960 / Istituto di studi etruschi, italici. – Firenze: Olschki, 1962” sono disponibili solo nella Biblioteca comunale Enrico Minio di Civita Castellana.

Di esempi simili ne potrebbero seguire molti, va sottolineata anche la presenza di numerosi testi recenti e non in linea con la visione ufficiale, come ad esempio“Il Fanum Voltumnae a Bolsena”, del Soprintendente Angelo Timperi, peraltro disponibile solo, oltre che nella collezione Di Mario, nella Biblioteca di archeologia e storia dell’arte (BiASA) di Roma, nella Biblioteca del Dipartimento di scienze dell’antichità dell’Università degli studi di Roma La Sapienza e infine nella Biblioteca comunale di Soriano nel Cimino – VT.

Una collezione che sarà funzionale anche alla vicinanza del Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali dell’Università della Tusciaindirizzo di Etruscologia.

D’altra parte Di Mario aveva espressamente manifestato, negli ultimi anni della vita, il desiderio di voler destinare i suoi libri alla fruizione di studiosi, docenti e soprattutto studenti.

Dalla collezione libraria si può passare a un esame dei suoi studi, dissonanti rispetto a molta intellighenzia accademica, ma interamente accolti dall’Accademia di Lincei e grazie ai quali la Città di Cortona, nel 2011, gli conferisce il Primo premio Speciale Saggistica per il Libro “Lingua Etrusca”.

Il ricco materiale d’archivio (ugualmente messo a disposizione e costituito da molti testi olografi ed inediti), gli oltre cento articoli pubblicati su varie riviste dal 1966 e i cinque libri editi (“Lingua etrusca, Pubbliscoop Edizioni, Sessa Aurunca, 1993”; “Lingua etrusca (percorsi), idem, 1996”; “La lingua degli Etruschi (Anatolica), ALBERTI & C. Editori, Arezzo, Gennaio 2000”“Lingua etrusca. La ricerca dei Tirreni attraverso la lingua, Edizione in proprio Gennaio 2001 e depositata, scaricabile poi su Internet, pubblicata infine nelle Edizioni Cannarsa, Vasto, luglio 2002”; “Iscrizioni tirsene e velsinie (etrusche) a confronto depositato presso la S.I.A.E., edito dalla rivista SYMPOSIACUS” e che traduce anche diverse iscrizioni anatoliche, compreso l’inizio della Trilingue di Xanthos), saranno utili strumenti per avvicinare il suo particolare metodo di studio.

Pubblicato su Archeomedia il 16 maggio del 2007 e nel 2008 da beniculturalionline.it, con il titolo di “Microgrammatica europea, si basa sulla cine-fonesi linguistica, sul confronto tra lingue affini ed antiche, sulla individuazione e comparazione di radici e consonanti monosillabiche.

Grazie ad esso lo studioso individua chiaramente la provenienza del popolo etrusco e attribuisce alla lingua anatolica una posizione determinante: come spiega nel libro “Iscrizioni Tirsene e Velsinie (etrusche) a confronto”: “l’europeo era la lingua unitaria, l’anatolico ne rappresenta una prima differenziazione, i residui; se vogliamo comprendere gli sviluppi, notevoli, riscontrabili nel greco, nel sanscrito e nel latino, dobbiamo risalire al modello di confronto elaborato  per potervi far passare i termini ormai troppo deformati dalle lingue mature. Questa affermazione può sembrare arbitraria, ma in tutti i miei articoli e libri ho ampiamente dimostrato che l’indeuropeo va filtrato, in particolare attraverso sequenze desinenziali, l’analisi proposta radice monosillabica, desinenze monosillabiche…”.

Interessanti e dissonanti anche le traduzioni della lingua cretese, Lineare Amai tradotta da altri, pubblicate su riviste, attraverso Internet, alcune comprese nel libro edito da Cannarsa ma tutte messe agli Atti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, lavoro quest’ultimo segnalato anche dalla pubblicazione Archivio Glottologico Italiano, Volume LXXXVII, Fascicolo II.

L’approccio archeo-linguistico sarà dunque determinante  e porterà a sviluppi straordinari, un fantastico esempio tra di essi è la individuazione di Bolsena/Velzna quale città sacra degli etruschi, una rifondazione di Ilio (confusa con Troia) in Italia, tema affrontato in un recente convegno e nell’articolo dal titolo La ricerca di Bolsena attraverso la lingua, pubblicato all’interno del libro la “Dea Bolsena una storia da riscrivere”, peraltro ugualmente presente solo nella Biblioteca comunale di Arcidosso e nella Biblioteca comunale di Acquapendente, oltre che nel catalogo Di Mario.

La città sacra sede del Fanum sarebbe dunque proprio Bolsena e non Urbibendum, VEL-zna e non Orvieto, e questo grazie alla ricerca archeo-linguistica; per Angelo Di Mario è VELzna ad accogliere infatti l’idea della città del sole (VEL) e non Urviventus, vittima delle solite traduzioni a orecchio, omofone, capaci di restituire solo il significato voluto.

Solo Velzna conteneva infatti i dati culturali religiosi e politici per poter meritare la distruzione totale; la ILION italica, il cui nome originario è rimasto per Di Mario nella collina denominata Vietena, che presumibilmente conserva una degradazione di VEL-s-na/VEL-t-na,VEL-z-na, attraverso la varianza FET-t-na FIE(T)-te-na VIE (L/T)-te-na.

Da tempo Angelo Di Mario ha individuato la gemella di Velzna, POLichna, sulla A Classical Map of Asia Minor, materiale depositato presso la SIAE,  pubblicato sul periodico La Macchina del Tempo, accolto dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio, dall’Accademia Nazionale dei Lincei, dall’Ambasciata di Turchiadall’Ambasciata della Grecia, oltre che inviato all’Archeologo russo Engin Beksace al sindaco di Bolsena, ritenendolo interessato a questa città sinonimo di Vilussa VELsna VELsinia.

Studi e pubblicazioni saranno dunque consultabili, ma anche le corrispondenze con altri studiosi. Le lettere delineano un carattere indipendente e privo di remore, agli scambi rispettosi con Giacomo Devoto (il quale lo invita ad entrare in un gruppo di lavoro) si affiancano quelli decisamente polemici con personaggi come Giulio Facchetti, alla critica intorno al suo libro su Creta minoica Facchetti risponde con evidente nervosismo ma Di Mario non si fa certo intimidire e ribatte con “i fatti” ri-spiegando le sue traduzioni pubblicate”, peraltro spesso riprese dalla stessa intellighenzia senza venire menzionato.

La collezione sarà arricchita anche da una presenza artistica, verranno esposte alcune sculture in ceramica (già presenti sul catalogo della Mondadori) affini per simboli e tematiche al mondo etrusco ed arcaico: perno centrale l’opera Il Viaggio, rappresentato da una nave in ceramica rossa e bianca e decorata con segni/ simboli, è di fatto la casa dell’artista e studioso, punto d’arrivo, partenza e di permanenza eterni, a guidarlo la lingua (i segni)  verso mete sempre nuove, ma con spirito libero.

Tra le opere anche un ostensorio in ceramica bianca che si potrebbe definire pre-cristiano, una variante dell’antico Fiore della vita, comune in area Italica sin dall’VIII° secolo a.C., la riproduzione del Fegato di Piacenza, piccoli vasi e tavolette con parole etrusche, ed alcune sculture che rappresentano invece la sua costante ricerca di infinito e che ben si legano alla produzione poetica, in particolare al poemetto Spazio/Tempo. Di Mario ha pubblicato anche 13 libri di poesia che hanno ottenuto importanti riconoscimenti. “Il Libro” in particolare è stato considerato dal critico Giorgio Barberi Squarotti come il più significativo del Novecento.

Alla collezione di etruscologia sarà affiancata quella di poesia, anche in questo caso ci troviamo in presenza di pezzi unici, per un totale di circa 700 unità catalogate.

A testi classici e di studio come Scritti scelti / di Giovanni Pascoli.– Milano: A. Mondadori, 1963”Poesia italiana del Novecento / a cura di Edoardo Sanguineti– Torino, 1969”; Il sole  a picco /Vincenzo Cardarelli ; con 10 disegni di Giorgio Morandi. – Milano : A. Mondadori, 1952” ; Pablo Neruda / a cura di Giuseppe Bellini.– Milano : Nuova Accademia, c1960”; “Il poeta e la poesia: atti del Convegno di Roma, Università La Sapienza, 8-10 febbraio 1982”, si affiancano autori sconosciuti alle masse ma inseriti in collane che rappresentano vere ‘chicche’ per gli appassionati, quali: Controcampo, Nuovo Frontespizio, Vernice, Il Torchio, Ausonia, Cynthia, Quinta generazione, il Sodalizio, Alla Bottega, ClanDestino, Il Torchio artistico e letterario, Presenze, Symposiacus, Fermenti, Il Caffè, Contro Corrente, Silarus, Poeti e Poesia.

Concludendo, se la casa dell’artista è bene rappresentata dalla scultura La Nave, la Biblioteca di Viterbo potrà rappresentare un porto ideale, punto d’approdo e di partenza per tutti coloro che non abbiano condizionamenti, per i quali è fondamentale “…conoscere la verità, avere chiaro il multiplo e il complesso; sapere che sei diverso e singolo, che sei forma e te la possono uccidere, alterarla, con moti innaturali, scuotere gli elementi in lungo e in largo, mutare il tuo arbitrio, farti schiavo. E siccome puoi scegliere resisti alle forze, ad opporti pronto, sempre, come la vela che va dove vuole; non la ventola dei campanili…” (brano tratto da Il Libro – poesie di Angelo Di Mario).

 

https://www.lavocedinewyork.com/arts/libri/2018/06/09/viterbo-ospita-linestimabile-fondo-di-angelo-di-mario/

 

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biblioteca consrtile di viterbo

A Viterbo il Fondo di Etruscologia Angelo Di Mario

Dal mese di maggio 2018 la Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario è presente con una parte del patrimonio, nell’ambito di un Progetto di Biblioteca Diffusa, presso la Biblioteca Consortile di Viterbo. La Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario ha spostato qui  le sezioni di Etruscologia, Arte e Poesia, più alcune riviste  specializzate sul tema, per un totale tra libri e riviste di

 

  1. 354 etruscologia

 

  1. 652 poesia

 

  1. 241 arte

 

  1. 535 periodici (etruscologia e poesia)

 

al fine di promuovere il patrimonio e la figura dello studioso in territorio etrusco, il personale della Biblioteca di Viterbo garantisce l’accesso quotidianamente in maniera gratuita. La sede di Vallecupola ospita invece la sezione di libri a carattere locale/regionale (tra cui autori locali), inoltre la didattica, i libri per ragazzi, la saggistica, una sezione su Giordano Bruno, testi sul cinema e sul teatro. Si specifica che la Biblioteca Angelo Di Mario fa parte anche del SIMBAS come partner privato e che dunque ha organizzato varie iniziative in sinergia con gli altri comuni (tra cui Rieti capofila) aderenti, ma progetta convegni ed eventi di tipo culturale in accordo con altre associazioni del luogo e con enti quali ad esempio le Soprintendenze.  Per verificare le attività svolte finora (e in programma) si può consultare angelo di mario facebook, o www.bibliotecasamuseoangelodimario.com

 

Si precisa che:

i libri sono catalogati in SBN in base alle regole catalografiche nazionali, disponibili a Vallecupola due postazioni internet e due sale per la consultazione.

 

La biblioteca è aperta al pubblico per 36 ore settimanali a Viterbo (con personale della biblioteca a titolo gratuito) e 15 ore a Vallecupola, così ripartite (in caso di differenti orari estivo/invernale, indicarli entrambi):

 

Sede BIBLIOTECA CONSORZIALE DI VITERBO

 

orario Lun Mar Mer Giov Ven Sab Dom Note
Invernale 9.00/13.30 IDEM IDEM IDEM IDEM chiusa chiusa Orari invernale ed estivi uguali
14,30/19.00 IDEM IDEM IDEM IDEM chiusa chiusa
Estivo

 

SEDE  VALLECUPOLA (Ri) – Comune di Rocca Sinibalda (abitanti totali 836)

 

orario Lun Mar Mer Giov Ven Sab Dom Note
Invernale 10,00 10,00 Orari estivi ed invernali uguali
19,00 19,00
Estivo idem idem
idem idem

Per informazioni chiamare il direttore MARIA GRAZIA DI MARIO

cell. 3473628200

mgraziadimario@gmail.com

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carro dei SABINI

A Vallecupola un seminario sui SABINI: IL 5 E 6 AGOSTO

carro dei SABINIIl 5 e 6 agosto a Vallecupola si terrà il Seminario tenuto dalla Soprintendente PAOLA SANTORO dal titolo “I Sabini. Definizione di una identità culturale sulla base di ricognizioni topografiche e scavi archeologici”. L’iniziativa è organizzata all’interno del SIMBAS dalla Biblioteca Angelo Di Mario nell’ambito del progetto dal titolo “Dal reperto linguistico al reperto archeologico”. Presso Palazzo Iacobuzzi a partire dalle ore 10.00, per informazioni cell. 3473628200 Dopo il seminario i partecipanti potrannno assistere alla famosa sagra del pecorino e degli arrosticini di pecora, il seminario coincide con la tradizionale festa religiosa organizzata dai giovani di Vallecupola, in onore di Sant’Erasmo.

PAOLA SANTORO, già dirigente di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha diretto l’Istituto di Studi sulle civiltà italiche e del mediterraneo Antico e l’Istituto di Studi sulle Civiltà del Mediterraneo Antico del CNR . Direttore del Museo civico archeologico di Magliano Sabina “I Sabini del Tevere”.

Ha finalizzato la sua attività scientifica – nell’ambito delle ricerche sulle popolazioni dell’Italia antica – allo studio dell’etnogenesi , l’identità e la civiltà dei Sabini.
Nel percorso di studio ha diretto numerosi scavi (necropoli di Colle del Forno – Montelibretti-, necropoli di Poggio Sommavilla- Collevecchio -, necropoli del Giglio – Magliano Sabina e a Treboula Mutuesca- Monteleone Sabino, e ricerche topografiche mirate in alcune aree della Sabina tiberina (territorio dell’insediamento di Eretum, di Poggio Sommavilla e di Magliano Sabina, Progetto Galantina: area territoriale della Sabina tiberina tra il torrente Farfa ed il Galantina), portando alla conoscenza di queste importanti realtà archeologiche che hanno permesso di tracciare la storia di questa popolazione stanziata nella valle del Tevere dalla fase recente dell’età del ferro fino ad epoca tardo classica.
Ne ha pubblicato i risultati in numerosi articoli, che hanno contribuito a definire la strategia insediativa e la cultura dei Sabini stanziati nella valle del Tevere.

Nell’ambito delle ricerche etruscologiche ha diretto diverse campagne di scavo nella necropoli di Cerveteri come anche nell’area urbana e ha pubblicato“ Il Teatro ed il ciclo statuario giulio claudio”, Roma 1989, del quale ha curato anche la realizzazione, e Caere –3,1 “Vigna Parrocchiale, Lo scarico arcaico”, Roma 1992, oltre ad altri brevi articoli sui materiali provenienti dagli scavi di Cerveteri.

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a vallecupola gli eventi estivi

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mario polia

Simbas: Vallecupola incontra l’antropologo Mario Polia

A Vallecupola di Rocca Sinibalda un evento da non perdere è quello con Mario Polia organizzato dalla Biblioteca Angelo Di Mario nell’ambito di SIMBAS e del progetto di ricerca dal titolo “Dal Reperto Linguistico al Reperto Archeologico”. L’incontro con Polia non si terrà il 16 luglio ma è stato spostato al 22 luglio (ore 10.00/13.30) nel Palazzo Iacobuzzi, Polia ci accompagnerà nel misterioso mondo delle parole e dei loro legami con l’archeologia parlando di “Glottologia e ricostruzione della storia“. 

Mario Polia (Roma, 20 maggio 1947) è uno storico, antropologo, etnografo, e archeologo italiano, specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni. Mario Polia nasce a Roma dove si laurea in Archeologia presso l’Università “La Sapienza”. 

Per diversi anni è stato direttore del programma di ricerca, allestito dal Ministero degli Affari Esteri e del Centro Studi Ricerche Ligabue di Venezia, che ha studiato lo sciamanesimo andino nel contesto di un’indagine sulle tradizioni indigene. È professore di Antropologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, direttore del Museo Demo-antropologico di Leonessa, paese del reatino dove attualmente risiede, Presidente del Centro Studi delle Tradizioni Picene a Ascoli Piceno. Nell’anno 1999 ha vinto il Premio Paolo Toschi , per la ricerca sul campo. Già docente di Antropologia Medica, presso la Pontificia Universidad Católica di Lima, ha fondato il periodico di antropologia religiosa “I quaderni di Avallon”. Alterna attività di saggista a quella di conferenziere in Italia e all’estero. Polia è attivo fin dal 1971 nel campo scientifico della ricerca archeologica e antropologica nelle Ande peruviane. Mario Polia coordina anche diversi progetti sul territorio italiano finalizzati alla ricerca demoantropologica e alla salvaguardia della memoria storica. 

In particolare ha studiato due aree dell’Italia centrale: il territorio intorno alla città di Leonessa, nel reatino, e il territorio intorno ad Ascoli Piceno. Il metodo da lui seguito prevede da un lato l’attenta ricerca scientifica delle fonti esistenti e della bibliografia prodotta, dall’altro l’indagine diretta sul campo attraverso interviste a testimoni e portatori della tradizione orale e della memoria storica, soprattutto in ambito rurale, che egli chiama “informatori”. 

Attraverso queste ricerche, che egli espone nelle relative pubblicazioni interpretando i dati etnografici raccolti dalle interviste, Polia si pone l’obiettivo di tracciare un profilo genuino della cultura popolare per quanto riguarda la percezione del sacro evidenziandone le due anime in essa esistenti: l’anima magica, autoctona e l’anima devozionale, cristiana. Altro scopo è quello di ricercare quegli elementi comuni tra le varie forme popolari tradizionali occidentali che attraverso uno studio scientifico comparativo risulteranno incredibilmente spesso affini. 

Successivamente la stessa metodologia scientifica è stata applicata sullo studio della Valtournenche nella Valle d’Aosta ai piedi del monte Cervino e soprattutto della Valnerina in Umbria, dove, per incarico dell’Associazione dei Comuni, coordina un programma di ricerche sul campo che prevede la realizzazione di una linea di prodotti editoriali differenziati. Ha all’attivo decine di pubblicazioni.

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Camminando con chiesetta Lago Turano - escursionisti

Simbas: secondo evento per la Biblioteca Angelo Di Mario

Camminando con chiesetta Lago Turano - escursionisti

Secondo appuntamento per la Biblioteca Angelo Di Mario nell’ambito di SIMBAS: l’escursione alla Madonna di Pagaret domenica 2 luglio. 

Il programma: ore 7.30 ritrovo davanti alla Biblioteca Angelo Di Mario a Vallecupola, si parte per il Santuario (portarsi una piccola colazione), alle ore 11.30 si torna in paese dove c’è la caratteristica processione solenne dedicata al patrono Sant’Antonio, accompagnata dalla Banda Musicale di Marcetelli, si chiude con un rinfresco offerto dai ragazzi della Associazione Culturale Vallecupola.  Per l’evento si prevede la Collaborazione con Camminando Con.

L’evento è organizzato dalla Biblioteca Angelo Di Mario. Dotarsi di scarpe da trekking o ginnastica, cappello, acqua, colazione. Evento gratuito. Per informazioni 3473628200

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benelli enrico

A Vallecupola il noto etruscologo ENRICO BENELLI, domenica 25 giugno

benelli enrico

Enrico Benelli, etruscologo, ricercatore dal 2001, con particolare specializzazione nel campo dell’epigrafia. In questo settore, ha approfondito numerose tematiche, tra le quali quelle storico-antropologiche sottese alle prime manifestazioni epigrafiche etrusche e centro-italiche in genere.

Di questo tema parlerà a Vallecupola di Rocca Sinibalda (presso il Palazzo Iacobuzzi) nell’ambito del progetto SIMBAS cui ha aderito come partner privato la biblioteca Angelo Di Mario con una serie di eventi che ugualmente coinvolgeranno esperti del settore di livello internazionale. Un personaggio, Benelli, che ben si sposa con il progetto presentato dalla Biblioteca dal titolo “Dal reperto Linguistico al reperto Archeologico”.

Un altro tema privilegiato nella ricerca di Benelli, infatti, è quello dell’epigrafia chiusina di età ellenistica, nel contesto storico, archeologico e sociale della città e dell’Etruria ellenistica in senso più ampio. Elemento prevalente nella maggior parte della sua produzione scientifica è la ricostruzione della storia della società etrusca attraverso le testimonianze epigrafiche, studiate sotto l’aspetto testuale e archeologico allo stesso tempo. Nell’ambito delle attività dell’ISCIMA, è titolare dei progetti di ricerca inerenti l’epigrafia etrusca e italica.

Un ulteriore campo di specializzazione, sviluppato attraverso anni di attività di scavo e ricerca fra Abruzzo, Marche e Sabina, è l’archeologia dei popoli centro-italici, soprattutto nella fase orientalizzante e arcaica. Si occupa inoltre con particolare cura di tematiche di divulgazione scientifica ed è stato autore di numerose conferenze destinate al grande pubblico e di contributi su periodici di ampia diffusione.

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A Vallecupola Convegno sulle risorse idriche e Inaugurazione del Borgo Albergo

26 aprile 2017  organizzato dalla Biblioteca Angelo Di Mario un doppio evento, un convegno sulle risorse idriche e il rischio idrogeologico (vedi il periodico SABINA), e l’Inaugurazione del Borgo Albergo. Nelle foto a destra i relatori (da sinistra) Stefano Berton (della Società Acqua Pubblica Sabina), il tecnico Aldo Gregori e il vicesindaco Stefano Micheli, nella foto di sinistra Micheli e Gregori  con Ivo Serpietri, il coordinatore per il Borgo Albergo e titolare (con il figlio Daniele) della Home Restaurant Da Daniele. Nella foto al centro i ragazzi dell’I.I.S. di Poggio Mirteto i quali hanno presentato gli eventi della mattinata nell’ambito di un accordo di collaborazione siglato tra l’istituto scolastico e la Biblioteca Angelo Di Mario.

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A Vallecupola partito il progetto della Biblioteca Diffusa

Anche a Vallecupola, nella Biblioteca Angelo Di Mario, è partito il progetto della BIBLIOTECA DIFFUSA, in sinergia con la RISERVA DI NAVEGNA E CERVIA e in collaborazione con la biblioteche di Paganico, Collalto, di Rocca Sinibalda e della Libera Biblioteca PG Terzi di Roma. Un progetto che, oltre a formare i giovani volontari, raccoglie una grande sfida, quella di attivare sinergie per iniziare a promuovere il territorio puntando proprio sulla cultura e sul libro quali attrattori turistici. Grazie a questo progetto la biblioteca sarà aperta tutti i giorni della settimana.

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