Angelo Di Mario

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Poeta – Scultore – Etruscologo

Nato a Vallecupola Sabina, fraz. di Rocca Sinibalda, il 12/04/1925 e deceduto a Poggio Mirteto (Ri) il 21/08/2013; è sepolto nel piccolo cimitero di Vallecupola (RI).

Angelo Di Mario ha scritto di se stesso:

“Appassionato di cultura, ho letto ogni sorta di disciplina; numerosi libri di poesia e romanzi, conoscendo anche i grandi poeti e romanzieri stranieri; imparato lingue, come il greco ed il latino; il tedesco, lo spagnolo; qualche sguardo al portoghese, al russo, al turco…; molta attenzione a tutte le lingue prelatine; contemporaneamente ho studiato varie Glottologie, libri di Fonetica e fonologia, Storia della linguistica, L’origine del linguaggio, La scrittura memoria degli uomini, Alfabeti…; lingue indoeuropee; anatoliche; grammatica sumerica su testo scritto in francese, completo di ogni nozione; possiedo una grammatica semitica.
Questo aspetto è servito per la ricerca linguistica, per i confronti necessari; per i progetti scolastici.

Sito http://www.etruschi-tirseni-velsini.it

Collaboro con: www.archeomedia.net (Forum, Etruscologia, nome Di Mario, tirseno; Studi e Ricerche, vari articoli); www.archeologia.com (Forum, Archeologia/ Generico, nome tirse); www.cronologia.it (voce Etruschi); http://utenti.lycos.it/bolsena (Forum, spazio personale: Angelo Di Mario; tirseno, per le risposte); http://www.beniculturalionline.it (Interventi; ricerca; sitimap, Archeologia, Etruschi); www.terraincognitaweb.com …

O P E R E
POESIA; pubblicata da vari editori.
13 LIBRI: Aurora, 1959; Poesie, 1960; Violino giallo, 1966; La parola alta e muta, 1967; i giorni sono le piazze, 197I; Proiezione fossile, 1972; Poesie, 1975; Poesie, 1976; Il libro, 1979; A più voci, 1987; I giorni, 1988; Soglie di pietra, 1994; Spazio > < Tempo, 1998 (il titolo vuole indicare l’Infinito divenire: lo Spazio diventa Tempo ed il Tempo diventa Spazio, per l’Eternità; la materia non è altro che lo Spazio in frammenti globalizzati, punti di energia…) Ha ottenuto decine di premi: in particolare il Primo premio “Pagina d’oro/ Seledizioni 1970”, con la pubblicazione del libro; segnalazioni, premi alla Cultura, secondi, terzi premi, tra cui quello al Concorso “Marguerite Yourcenar 1997”, con la pubblicazione del libro; il più recente nella Rassegna 20*02*2002, concorso bandito da ARPANet.org/ Gruppo Mondadori, per un’Antologia di venti prescelti, dal titolo “Ogni parola ha un suono che inventa mondi”; stesso premio, l’anno successivo, nella Rassegna 20*03*2003, concorso bandito da ARPANet.org, per un’Antologia dal titolo “Kermesse”. Ha collaborato con diversi periodici (Poeti & Poesia, Poesia, Vernice, Haiku International Association…); compreso in numerose antologie; le più recenti “Ogni parola ha un suono che inventa mondi”, a cura di Milo De Angelis, Franco Loi, Giancarlo Pontiggia, Gino & Michele, Raul Montanari, Aldo Nove, Editrice www.ARPANet.org; “Ondate di rabbia e di paura”, a cura di Aldo Forbice, Editrice Pagine Rai Eri; “Kermesse”, a cura di Aldo Nove, Raul Montanari, Andrea G. Pinketts, Tiziano Scarpa, Ed. www.ARPANet.org; “Demoni e dei”, a cura di Maria Novella Tarantino, Ed. Pagine. Recensioni, giudizi positivi degli esperti. Della sua attività si sono occupati, tra gli altri, Leone Piccioni, Diego Valeri, Silvio Bellezza, Giò Ferri, Maria Grazia Lenisa, Giorgio Barberi Squarotti, Domenico Cara, Orazio Tanelli, Sandro Gros.Pietro, Luciano Nanni…… Ha fatto parte del Centro Inter. Eugenio Montale e del Centro di Poesia e Storia delle Poetiche. Alcuni giudizi: “Il contatto quotidiano del Di Mario con l’arte scultorea si rivela in poesia soprattutto con le metafore, sempre concrete, da toccare” (Serena Caramitti). “Testimonianza dell’emozione sospinta oltre un organico conflitto di segni” (Domenico Cara). “Sicuramente le radici poetiche di Angelo Di Mario sono anglosassoni, a metà strada fra Eliot e Pound” (Luigi Amendola)….. Recenti giudizi: ‘ “Undici settembre” è poesia che, partendo dalla storia, giunge ad uno sguardo metafisico e carico di silenzio’. Milo De Angelis, dall’Antologia “Ogni parola ha un suono che inventa mondi”, Ed. ARPANet, 2003 (www.ARPANet.org); “Parole di luce” è ‘Un lavoro poetico interessante e ricco di suggestioni, soprattutto sul piano stilistico dove l’autore tenta di recuperare una liricità pura del verso, ma in un’accezione assolutamente attuale. D’altra parte, la classicità che contraddistingue questi versi, viene espressa con estrema eleganza e ben si sposa con il tema trattato. Ne emergono malinconia, coinvolgimento, comprensione per certi aspetti, ma sempre sullo sfondo troneggia la tensione verso la conoscenza’, dall’Antologia “Navigando nelle Parole”, Ed. IL FILO, 2003 (www.ilfiloonline.it), Vol. 5, introdotto da un testo inedito di Maurizio Cucchi. Altri giudizi su riviste. Domenico Cara, che scrisse la prefazione al mio libro, riscrivendone su “Traversata dell’azzardo (l’illusione irrazionale nella poesia italiana degli Anni Ottanta)”, a pag. 205 dice: “Angelo Di Mario ne’ I giorni (Forum, 1988) disossa o , meglio, scolpisce (e denuda di ogni scorza o aggetto bavoso) la propria poesia, con pazienza sperimentale, un’umanità mista al sorriso della ricerca, versata sull’involucro poematico con più capacità di offrire un significato grafico e sostanziale alla propria luce e, ovviamente, a quella stessa struttura del testo, guidato a vicenda diaristica pura alla soglia della memoria efficace.” Ultimamente, ecco un nuovo giudizio, molto pertinente, relativo alla poesia de “I giorni”, Forum/ Quinta Generazione, 1988: Poesia. ‘Lusinga del linguaggio’ (D. Cara), ma crediamo anche la sua struttura e il modo di condurlo secondo un principio ritmico e formale che fa di ripetizioni, fratture, suoni, il veicolo per contenuti che lo stesso mezzo impone. La prima parte ‘poema continuo’ arriva a Infinito , e qui antepone il segno creativo, l’invenzione di pura materia, descritta e non: ‘il mare risuona di ogni preghiera, I in esso è luce, trasparenza, moto’ (V. 11-12). Un segno ugualmente personale nella terza e ultima sezione (1982), testi scelti (per esempio, mancano i primi due); la parola, dall’oscuro movimento del dolore, tocca la soglia difficilmente superabile: ‘eclissi aprivano I porte alla notte I aprivano porte I incognite’ (XXXI, 12-24). Luciano Nanni ……………… Varie raccolte di Poesie inedite. LINGUA ETRUSCA. Oltre cento articoli su varie riviste dal 1966. Cinque libri: “Lingua etrusca” (percorsi), Pubbliscoop Edizioni, Sessa Aurunca, 1993; “Lingua etrusca”, idem, 1996; “La lingua degli Etruschi (Anatolica)”, ALBERTI & C. Editori, Arezzo, Gennaio 2000, opera registrata; “Lingua etrusca. La ricerca dei Tirreni attraverso la lingua”, (comprende anche: “Lingua cretese, Lineare A; Consonanti L/M/N/R/S; Odissea T 172/177/; Lingua urartea”; libro edito da Cannarsa, Vasto, 2002; opera registrata, ora scaricabile dal mio sito; 3) “Iscrizioni tirsene e velsinie (etrusche) a confronto” (depositato presso la S.I.A.E. ad ogni ampliamento), pubblicato dalla rivista SYMPOSIACUS, regolarmente registrato, ora scaricabile dal mio sito. questo libro traduce anche diverse iscrizioni anatoliche, compreso l’inizio della “Trilingue di Xanthos”. Notevoli le traduzioni della lingua cretese, Lineare A, mai tradotta da altri, pubblicate su riviste; sul mio sito; attraverso Internet, alcune comprese nel libro edito di Cannarsa; messe agli Atti dell’Accademia Nazionale dei Lincei; lavoro segnalato dalla pubblicazione Archivio Glottologico Italiano, Volume LXXXVII, Fascicolo II. In vari miei scritti, oltre a svariate iscrizioni etrusche ed anatoliche, vi sono aggiunti anche alcuni testi minoici, e micenei, questi ultimi ritenuti, come si sa, greci, invece dimostro, tramite la dinamica della fonesi, capace di individuare la struttura originale, che si trattava ancora di una lingua anatolica, ma sul punto di divenire quel greco difettivo, che conosciamo; e che tanti giudicano perfetto: minoico siru ‘testa’, gr. kára ‘testa’ (sviluppo fonetico s > k); minoico sak-e-ri < *sak-e-si ‘di bronzo/ bronzeo’, miceneo kak-o ‘bronzo’ (s > k), gr. chaLkós (con L infisso, per …errore! Non l’avevano tralasciato né i minoici, né i micenei…)…

Contenuto di alcuni articoli: l’individuazione (depositata due volte, con variazioni e precisazioni presso la S.I.A.E.) della città di Taruuisa ‘Troia’, e di altre città derivate dalla stessa radice TE/THE ‘luce’ > urarteo TE-shub > eteo TA-rhui ‘dio del cielo’, che le accomuna, come Tarne/ < *Tarhunne (diverrà Sardi), Tarhuntassa, *Tarhunchassa/ Tarquinia, Dattassa/ *Tarhtassa > Tartesso, che daranno il nome ai *Tarhuianni, e ai *Tarhusenni, ossia ai Tirseni/ Tirreni e Dardani; ma esisteva anche quell’altra città, più rocciosa, più acra, derivata da SÉL-a-s ‘luce/ sole’, la cui radice SEL, perdendo l’iniziale, si degraderà attraverso questo schema evolutivo FAL/ FEL > VAL/ VEL/ VIL > AL/ EL/ IL, aFl/ aVl/ aUle/ aPlu ‘sole’; mi riferisco alla famosa FÍLio-s(-sa)/-n(-na), ad ‘ILio’, chiamata dal re ittita Muwatallis ‘Metele’ (1300 a. C.), ancora con voce molto più antica, più autentica, non contratta, la pronunciava infatti UILusiia/ VILusija, e VILusa (O. R. Gurney, Gli ittiti, GIT) ‘(città) di VEL/ Sole’; è questa città che invece ci ricorda i termini che definisco ora Velsini, ossia ‘il popolo di VEL/ Sole’, con le tante altre note parole velsinie (chiamiamole ancora un po’ etrusche), indicanti VEL ‘Sole’, VELus ‘di VEL’, VELusa/ Velussa > Velusla ‘il *veluso/ di VEL-u-sa (figlio)”; aVil ‘sole > anno’, aVle/ aUle ‘Aule’, aPlu ‘Apo(l)o’ (F > infisso, varianti: b, f, m, p, mp, ph, mph, u, v, w)…per finire con la più complessa Velthinathuras < *VELtinassas ‘dei *veltinensi/ dei Velthina’. Tutte le individuazioni vengono condotte sia attraverso rigorose analisi fonetiche, sia comparate con statistiche compiute sull’Iliade; inoltre l’individuazione è stata confermata dal Trattato di Muvatallis stipulato con quell’ Alaksandu, re di Vilu(s)sa, sua città vassalla, e ribadita dall’elenco che ne fa il re Tudhalija IV, il quale colloca Vilu(s)sa prima di Taruui(s)sa/ Troia. Essa va cercata però anche presso il fiume Xanto (forse dalla radice SAN ‘acqua’), nel paese di Trmmisn, da altri detto Licia, che Omero pone tra gli alleati, dove poteva anche essercene un’altra, considerando che ne esisteva una nella Confederazione di Arzawa (GIT); perciò sita più a sud. Quanto affermo qui di seguito, per aprire un po’ il metodo, ha bisogno di due sintetiche precisazioni: il greco spesso perdeva le S (SUD-o-re, ÚD-o-r; SOP-o-r, SOM-nus, SON-no, ÚP-nos…; sei, éks…), o le cambiava (PAID-eú-EI, *PAID-eu-SI; GEN-e-âi < *GEN-e-si, GÉN-e-(S)I < *GEN-e-SI > lat. GEN-e-RI…); l’altro punto su cui riflettere è sull’esito del genitivo latino -rum e su quello greco -on; risultano entrambi sbagliati, come si può controllare, rileggendo gli schemi desinenziali sul mio libro “Lingua etrusca (percorsi)”; qui basta paragonarci il genitivo plurale etrusco VEL-thi-na-thu-ras/ *FEL-ti-na-s-sas ‘dei Veltina’, e cl-e-nia-ras ‘dei *KU-le-nja-sas/ generati > figliati > figli’; il confronto ci indica che il velsinio -ras sta quasi in cima, testimonia per la fondamentale forma luvia -sas, lingua madre dell’europeo, come ho illustrato varie volte: *KU-le-na-sas ‘dei generati > figli’, dal gr. KO-le-ón/ kO-le-ión < *KO-le-sas ‘(PH)U-te-ro’, eloquente il dio velsinio CU-L()-sa-ns-L < *KU-le-sa-nu-s(e) ‘(dono) al dio del SA-…SE-ch ‘figlia’ > *KA-las/ KO-/ *KU-los > KU-ros/ generato’, tanto simile al lidio Qldans ‘ *Culetano’; allora, per dirla breve, il latino RO-sa-rum va restituito a *RA-sa-sas ‘delle RO-se/ (fiore) del dio RA’ (RA ‘sole’, RA-ggio, RO-sso, RU-fus ‘colore di RA’…), mentre il genitivo plurale greco -on proviene da un primo -an < -Fas, perciò è più difettivo, più vicino al lat. -um/-ium, derivati anch’essi da -sas passando per le varianze -sas > -sos > -ros > -rus > -rum > -Fum/ -Fjum > -um/-ium; la forma greca, con la degradazione fonetica accennata, passa prima a -Fos > -Fon per finire con il contratto -on < -O-ON; se la spiegazione è stata sufficiente, si potrà capire il termine greco Tróón, tradotto con ‘dei Troiani’ ‘dei Teucri’, analizzato più sotto; sono proprio le OO < o-o che segnalano la forma di transizione -Fo-FoS, proveniente dall’originale -Sa-SaS > -Fa-FaN, *T(E)-rh-So-SoS > *T-r-Fo-FoN ‘dei Troi’ o ‘Tloi’. Data la forte spinta dissimilativa, e colma di F, di quella lingua anatolica (confrontare il miliaco PDDenehmmis ‘pritani’, analizzato *PUTTeneFFis > *PURteneFFis / *PRuteneFFis ‘pritani’, con il più semplice tirs. purthne-, o Porsenna < *pur-sn/ *pru-sn, che significava ‘pritano’), noi, potremmo qui, a Tloo, (città nel paese dei Tróón, restituito all’originale *TerhSoSoS > *terhFoFoN ‘dei *TroFi/ Troi’? o ‘Tloi’?), qui a Tloo sul fiume Xanto, ammettere una forma quasi identica , varianza I/O, restituito Trmmisn > *TriFFiss > *TroFFos; queste valenze potrebbero essere considerate arbitrarie, da chi ha studiato le sole grammatiche, senza aver potuto risalire alle origini formali attraverso le glottologie, i confronti con tanti linguaggi, ma la dinamica si evolve attraverso SS > NN > zero+zero; è facile constatarlo anche altrove, ad esempio nel licio Tlanna, la desinenza -n-na indica un’aggettivazione, un genitivo integro (mar-e > mar-i-no), indica ‘(proveniente) da Tloo’, città presso lo Xanthos; in realtà la forma arcaica si presentava con le A, mancando in parecchie lingue ancora la O, così abbiamo *Tlassa ‘il tlassa/ quello di Tla’, riferito ad una persona forse emigrata; in licio ha prevalso la varianza -ss > -nn, come visto con tlanna, in greco invece sono saltate come al solito le SS, con il risultato che lo stesso derivato divenne Tlo-è-us, ossia cela, ridotto, il termine originale *Tla-Sa-Sas < *Tlassas ‘il *tlassa’; qui di seguito lo testimonia la bilingue licio-greca, 25 (da J. Friedrich, decifrazione delle scritture scomparse, pag. 116);

Testo licio:
ebeis tucedris m(e ti) tuwete Kssbeze Crup(sseh) tideimi se Purihime(teh) tuhes tlaNNA atru ehb(i) se ladu ehbi Ticeucepre pilleNNI Urtaqijahn cbatru se Pijenubehn tuhesn
“Questo edificio (sepolcrale) in ve(ro) l’ha costruito Kssbeze di Crupsse figlio e di Purihimete nipote (tuh-e-s < *tuk-e-s ‘il partorito’, gr. tók-o-s), il Tloo (il *tlassa, abitante di Tloo), proprio per se stesso, e per la moglie proprio Ticeucepre, la Pillea (la *pillessi = greco Pinara; varianza *pillessa/ *pinnassa), di Urtaqija figlia e di Prijenube nipote (tuh-e-s-n < *tuk-e-s-sa ‘la partorita’). (Lo dedica ad Apollo).”
Notare il genitivo in –h, da -s, come in messapico.

Testo greco:
Pórpaks Trúpsios Puribátous adelphidoús tlo-E-ÚS eautón ka(í) tén gunaîka Thuseusémbran ek pt-NÁ-RON Ortakía thugatr (a) Prianóba adelphidên Apólloni
“Porpax (Kssbeze < *korrbesse, k/p), il Trypsio (*Crupsses, c/t), di Pyribate (*Purimetes) nipote, il Tloo (il *Tlossus, abitante della città di Tloo > *TUrhu-(s)a-(s)a, per sé stesso e la moglie Tiseusembra da Pinara (la pillenni < la *pillessi < la *FILessi), di Ortakia figlia, di Prianoba nipote. (Questo dedica) ad Apollo”.

MOLTE ISCRIZIONI ETRUSCHE, in LINEARE A e B, ANCORA INEDITE, tradotte proprio sui libri degli AUTORI esaminati; da trascrivere per nuove pubblicazioni.

FONETICA : opera (inedita), redatta all’inizio dell’insegnamento, dopo osservazioni accurate dei metodi individuali, studiati durante le supplenze; necessaria per comprendere la natura degli errori che venivano commessi dagli alunni.
Studio fondamentale per la preparazione di un programma pratico conseguente, facilmente applicabile. Proponeva rimedi per affrontare le difficoltà metodicamente; il sistema partiva da considerazioni di natura fonetica.
Dette frutti originali, e sicuramente efficaci.
Studio che aprì la porta chiusa delle analisi di ogni termine.

GRAMMATICA greca e latina; testi totalmente corretti, secondo la fonetica (opere inedite, ma molti esempi sono riportati sui miei libri, su riviste), mostrandone le VERE RADICI monosillabiche, le VERE DESINENZE monosillabiche, costituite da dimostrati locativi, e dimostrativi personali; sistema riconducibili all’anatolico, lingua madre dell’europeo.
Corrette tutte le DECLINAZIONI.

METODO di insegnamento in PRIMA ELEMENTARE (inedito); conseguente alla FONETICA; presentato da considerazioni di vario genere, corredato da esempi pratici, corrispondenti a quelli realmente messi in pratica (considerazioni raccolte su testo a parte).

SCULTURA.
Centinaia di piccole sculture in ceramica bianca, qualcuna in bronzo, in gesso, in cemento; vasi dipinti a mano, anche con i propri Haiku in cinese.
MOSTRE in varie città: Mostra artigianato, Magliano Sabina, 1966; Biblioteca Comunale, Poggio Mirteto, 1975; il Trittico, Roma, 1975; Il Camino, Roma, 1976/76, Roma; il Carvaggio, Roma, 1976; Mostra Omaggio dell’arte italiana, Roma, 1976; Carnevalone, Poggio Mirteto, 1976; Conf. Gener. Ital. Professionisti e Artisti, Roma, 1977; Mostra della Settimana Insieme, Roma, 1977; Città di Marino, 1977; I° Biennale Int. di Scultura – Concorso, Matera, 1977; FIAF, Roma, 1979; Galleria “Il Babuino”, Roma, 1980; Alba, Ferrara, 1881; Centro Storico, Firenze, 1981; Alba, Ferrara, 1983; 24° Concorso Internazionale della Ceramica, Gualdo Tadino, 1983; Poggio Mirteto, 1987; Cittaducale, 1987; Contigliano, 1987; Montopoli Sabino, 1987; Castelnuovo di Farfa, 1987; Capena, 1987; Rieti, 1988; Accademia Tiberina, Roma, 1989; Euro Art Expo, Roma, 1989; Expo Città dell’Aria, Guidonia, 1991; Sala del Comune, Rieti, 1991; Accademia Tiberina, Roma, 1992; Sala Conciliare, Magliano Sabina, 1993; Galleria “Il Torchio”, Roma, 1993; Galleria “Il Torchio”, Roma, 1994; Miami, 1996; Ippocastano, Roma, 1996; EUROARTE 9, Venturina, 1998; Gualdo Tadino, 2004. Roma 2009. Roma 2013.

Cataloghi prestigiosi (Bolaffi, Comed, Who’s Who in International Art, Master magazzine, 1989…); concorsi, attribuzione di premi. Invito a donare sculture in museo.
Le sue opere compaiono su diversi periodici, con foto e giudizi: Panorama d’arte; il Volto; Sabina oggi; Silarus; Pungolo verde; Il Tempo; Paese Sera; Il Caffè arte; La fiera Letteraria; AZ; La settimana a Roma-Lazio; Supplemento al caffè arte; Noi pubblicisti; Pagine d’arte; Catalogo artisti del Lazio; Catalogo nazionale Bolaffi, 1-2-3-4-5: Secolo d’Italia; Frontespizio; Crisi e letteratira; Aila; L’Umanità; RAI; Il Resto del Carlino; Comed 83; Who’s Who ’86, ‘87; Master Magazine 1989; ecc. …

Alcuni giudizi:
Di Mario, avvertito di una conoscenza figurativa plastica e sollecitato da una interpretazione poetica, ha preso a prestito, non solo l’idea della forma, ma anche l’arcana simbologia di un ritmo, di una tensione.
Luigi Tallarico

Qualcuno ha detto della pietà di Angelo Di Mario: “…ma il Cristo non ha volto”. Questa obiezione ci porta d’improvviso nel mondo metafisico di De Chirico, di Savinio, di Carrà.
Maria Pia Argentieri

La capacità espressiva, nitida e chiara, priva di orpelli e aliena da tentativi di cerebrale mistificazione, conferisce trasparenza e levità cristallina all’arte di Di Mario.
Attilio Iovino

L’artista ha voluto così esprimere l’ansia della eternità, del divino, che anima nel profondo di noi, l’effimero dell’esistenza nostra.
Mario Rivosecchi

Di Mario tenta di congiungere i messaggi sublimi di un Medardo e di un Moore, in un’operazione che è tanto più difficile in quanto che egli opera misure molto ridotte.
Gianbattista Vicari

La sua arte è intensa e squisita a un tempo, forte e pura.
Giorgio Barberi Squarotti

Le ceramiche di Di Mario ci portano ad un mondo quasi irreale.
Sirio Marcianò

Ancora: una I° Mostra italo- costaricense”, sotto il patrocinio del Ministero de Cultura Juventud y Deportes San Jose, Costa Rica, I.N.D.A.C., Terzo Futurismo e Scuola Sabina, Istituto Nazionale per la Diffusione dell’Arte e della Cultura, 19; ARTE-VIDEO, MIAMI, 1996, Rossano Mossaccesi Editore…; altre recenti sono: partecipazione al concorso “ARS FUTURA SCULTURA”, Carrara, 2004; “XXXVII° Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte (nuove spazialità per l’arredo urbano)”; “PREMIO OPEN ART 2007”, Sale del Bramante, Piazza del Popolo, Roma, 11-12-13 gennaio 2007 , e poi nel 2008; …

Esposte sul sito www.etruschi-tirseni-velsini.it, su www.beniculturalionline.it ; su www.tbarte.com … e su vari altri in Internet….

Di recente “Catalogo ART DIARY” 2007, e 2009, della rivista “Flash Art”; inclusione nel “CAM CATALOGO DELL’ARTE MODERNA GIORGIO MONDADORI dal N° 45 al N°51”; mostra presso la GALLERIA “CASSIOPEA”, Roma, 2009, Mostra presso la GALLERIA LA PIGNA  (Roma) nel 2013.

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